Ristorazione: come prepararsi al post coronavirus




In questo articolo non parleremo di politica, di decreti e di Europa.

In questo articolo proveremo a immaginare il futuro con un po’ di ottimismo, perché siamo convinti di una cosa: è un momento difficile, ma ce lo lasceremo alle spalle.


In queste ore girano molte voci sulla data di riapertura dei locali, ma ovviamente nessuno ha la verità in tasca. C’è chi sostiene che ripartiremo prima dell’estate, i pessimisti parlano di settembre, quello che è certo è che sarà una stagione estiva “speciale”, diversa, nel bene e nel male.

Già, perché questo virus ci ha svuotato le tasche, ma ci ha aperto gli occhi su tante cose, su nuove possibilità.


Citando un noto ristoratore:


“È nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce le proprie sconfitte e i propri errori alla crisi, violenta il proprio talento e mostra maggior interesse per i problemi piuttosto che per le soluzioni. La vera crisi è l'incompetenza. Il più grande difetto delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel trovare soluzioni.”

Albert Einstein, del ristorante E=mc².



La vita dopo la quarantena secondo Cheers:


  • Le misure restrittive del governo sicuramente non termineranno dall'oggi al domani, quindi inizia a pensare a come riorganizzare la sala, spostando o eliminando qualche tavolo per far rispettare le distanze interpersonali. Munisciti di guanti, mascherine e disinfettanti da distribuire al tuo staff e all’occorrenza anche ai clienti.


  • Probabilmente viaggeremo di più durante l’anno, ma lo faremo in Italia. Aumenteranno le gite fuori porta, i viaggi organizzati in piccoli gruppi, le escursioni low cost, le toccate e fuga. Lavora con i prodotti della tua terra, con le ricette della tradizione, reinterpretale, fai viaggiare i tuoi ospiti.


  • Staremo molto più attenti alle scelte, perché con meno soldi da spendere non potremo permetterci di sbagliare la nostra spesa. Diventa amico delle recensioni, cura il tuo profilo TripAdvisor e Google My Business: che ti piaccia o no sono gli strumenti più usati per la scelta di un locale, e ovviamente vince chi ha più stelline.


  • In questi mesi abbiamo mangiato di tutto a qualsiasi ora del giorno e della notte, fingendo di fare sport davanti alla tv o yoga in balcone. Siamo un paese all’ingrasso, chi ne uscirà bene ne uscirà con almeno 3 chili di troppo. Inizieremo un periodo di dieta? Valuta di aggiungere in carta qualcosa di leggero e depurativo.


  • Non vedremo turisti stranieri per un bel po’. Chi lavorava principalmente con questo target dovrà prevedere un piano b, puntando sul viaggiatore italiano e creandosi una clientela fissa da curare e coccolare ogni giorno, con la qualità e con un enorme sorriso dietro la mascherina.


  • Altro aspetto da considerare è che secondo gli esperti circa il 30% delle aziende non riusciranno a riaprire e che altre chiuderanno nel giro di un anno. Questo significa che potresti avere più mercato e meno competitor.



E nel frattempo?


  • Siamo diventati un paese digital! Abbiamo imparato termini nuovi, usiamo nuove app, lavoriamo in smart working, riusciamo addirittura a ordinare la cena con un dito. Per molti il coronavirus è stato un corso di aggiornamento forzato e gratuito. Già che ci sei… Impara a usare bene il gestionale, rivedi il food cost, partecipa ai webinar di settore, studia e aggiornati!


  • Il boom del Delivery: abbiamo scoperto che c’è business fuori dalla nostra porta e con un paese digitalizzato da un giorno all’altro si prevede una crescita del 20/25% per il settore delle consegne a domicilio. Crea un nuovo menù, pensato esclusivamente per l’asporto e per il delivery.


  • Marketing si o marketing no? Assolutamente si, in questo momento è necessario emergere. Anche con piccoli budget e con un post a settimana, ma la pubblicità è assolutamente necessaria in questo momento per diversi motivi:

  1. Ai tuoi clienti manchi tantissimo, non abbandonarli

  2. In questo momento siamo tutti iperconnessi, non possiamo assentarci proprio ora

  3. Non fare sponsorizzazioni è un errore, perché quando tutti ripartiranno ci sarà una guerra e su Facebook si alzeranno i costi delle campagne

  4. Un profilo che non pubblica per tanto tempo viene penalizzato dall'algoritmo di Facebook

  5. Se ti interessano davvero tutti i motivi ti consigliamo di seguire un corso sul digital marketing, ormai se ne trovano gratuitamente pure su youtube, oppure contattaci.



Come e cosa comunicare?


  • Sicuramente con una strategia non di vendita, ma che sia di dialogo, di compagnia. Per esempio condividendo ricette, facendo stories con video in cui saluti e rassicuri i tuoi clienti, raccontando le novità che troveranno alla riapertura, raccontando i fornitori, le materie prime, condividendo foto storiche del tuo locale… sii creativo.


  • Impara a creare campagne sponsorizzate su Facebook, oppure rivolgiti a un’agenzia. Ogni volta che pubblichi un contenuto sulla tua pagina senza metterci un euro di sponsorizzazione sopra, hai sprecato solo tempo, perché Zuckerberg mostrerà quel post al 10% delle persone che segue la tua pagina (bene che vada). Questo significa che non solo non raggiungerai nuovi clienti, ma nemmeno i vecchi e fidelizzati. Quindi dedica un budget mensile alla comunicazione, è importante oggi e sarà fondamentale domani.



In conclusione:


Lo ripetiamo: le nostre sono soltanto ipotesi, purtroppo non abbiamo la sfera di cristallo. Di sicuro il mercato cambierà, cambieranno alcune delle nostre abitudini e per vincere dovremo essere bravi ad anticiparle e a farci trovare pronti.

Gli italiani hanno voglia di uscire, di tornare alla vita di sempre e appena sarà possibile, la gente riempirà i locali che già frequentava, ma con più attenzione alla qualità dell’esperienza e alla tasca.



Armi indispensabili:

Pazienza, Ottimismo, Organizzazione, Coraggio, Made in Italy, Qualità, Attenzione, Comunicazione, Delivery, Aggiornamento.



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Buon lavoro e buona quarantena,

Cheers!


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È di qualche settimana fa, ma offre spunti e soprattutto: è gratis.


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